Conoscenze di Stampa
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Perché l'Inchiostro da Stampa Gelifica: Equilibrio Acido-Base e la Chimica dell'Addensamento dell'Inchiostro

inchiostro offset rosso miscelato in un contenitore metallico durante la produzione

La gelificazione dell'inchiostro è un difetto con cui i tipografi e i produttori di inchiostri hanno a che fare da decenni. Si manifestava più spesso negli inchiostri a base oleosa più datati, quelli che asciugano per ossidazione o per penetrazione nella carta. Gli inchiostri a base solvente, che asciugano per evaporazione, e gli inchiostri a base acqua ne sono colpiti con minore frequenza, ma non ne sono immuni. Le cause sono complesse, e alcune risalgono al procedimento di produzione stesso, per esempio se l'essiccante è stato aggiunto all'inizio o alla fine del lotto. Capire come inizia la gelificazione è il primo passo per prevenirla.

Come si Manifesta la Gelificazione dell'Inchiostro

Quando un inchiostro gelifica, diventa denso, filamentoso o grumoso. Smette di fluire in modo uniforme dalla vaschetta o dal rullo anilox, si trasferisce male sulla lastra e sul supporto, e può rifiutarsi di uscire dal contenitore. Nei casi estremi, l'inchiostro si rapprende in una massa che non può più essere rimescolata fino a riportarla a uno stato utilizzabile. Il difetto può comparire durante la produzione, durante lo stoccaggio o dopo l'apertura del barattolo in reparto.

Sei Cause della Gelificazione dell'Inchiostro

I tecnici che studiano il problema raggruppano generalmente le cause in sei punti:

1. Il peso molecolare della resina nel sistema è troppo alto, il che spinge la viscosità oltre un livello utilizzabile.
2. Il contenuto di solidi è troppo alto, anche quando il veicolo resinoso ha di per sé una viscosità bassa.
3. L'indice di acidità del sistema di inchiostro è troppo alto.
4. Il pigmento o la carica ha carattere alcalino.
5. Il contenuto di essiccante è eccessivo, oppure l'essiccante è stato aggiunto nell'ordine sbagliato.
6. Il contenuto di solvente è troppo alto, soprattutto quando il solvente è di tipo a rapida essiccazione.

Le prime due cause sono di natura fisica. Un formulatore di inchiostri esperto o un tipografo di imballaggi che conosce il sistema riesce di solito a individuarle ed evitarle senza grandi difficoltà. Le altre quattro sono problemi chimici e richiedono un approccio diverso.

Indice di Acidità e Pigmenti Alcalini

Le cause chimiche riconducono tutte a un unico rapporto: l'equilibrio acido-base tra il pigmento e il veicolo. Le specie acide sono elettrofile, cioè accettano elettroni e agiscono come donatori di protoni. Le basi sono nucleofile; donano elettroni e accettano protoni. Alcune resine e alcuni solventi sono anfoteri, capaci di agire in entrambe le direzioni. L'acqua, gli alcoli, gli acidi carbossilici e la nitrocellulosa rientrano tutti in questo gruppo. I solventi idrocarburici alifatici si collocano sul versante opposto, perché non possono formare legami idrogeno, mentre i pigmenti spaziano da fortemente acidi a neutri ad alcalini.

I problemi compaiono quando i caratteri acido-base del pigmento e del veicolo non corrispondono. Un nero fumo fortemente acido usato con una resina di colofonia ad alto indice di acidità è un esempio classico. In un caso documentato, una resina di colofonia con peso molecolare di appena 330 g/m² ha gelificato e si è accumulata se usata con un nero fumo ad alta resa cromatica in un inchiostro flessografico a base solvente a rapida essiccazione, e l'inchiostro non si trasferiva sul supporto. Le condizioni di lavorazione aumentano il rischio. L'elevata temperatura di dispersione, l'evaporazione del solvente durante la macinazione e additivi scelti male spingono tutti il sistema verso una reazione acida.

Il Rimedio: Far Corrispondere il Carattere Acido-Base

La soluzione standard consiste nel bilanciare il sistema. Un formulatore può combinare più resine e pigmenti in modo che i loro caratteri acido-base si compensino a vicenda, oppure scegliere un solvente che si accordi bene con entrambi. Questo lavoro di bilanciamento è routine negli stabilimenti di inchiostri, e funziona perché la gelificazione non è un evento casuale; segue una chimica prevedibile.

Micelle e l'Intervallo di Concentrazione Critica

Il lato chimico della gelificazione diventa visibile a un punto preciso. Quando la concentrazione delle specie reagenti raggiunge un certo valore, che cade all'interno di un intervallo piuttosto ristretto, le proprietà macroscopiche dell'inchiostro cambiano all'improvviso. Su scala microscopica, le molecole attive iniziano ad associarsi e a formare aggregati di dimensioni colloidali. Questi aggregati sono detti micelle o colloidi di associazione.

Le micelle hanno un comportamento caratteristico: solubilizzano la materia. Le sostanze che erano insolubili o solo leggermente solubili diventano molto più solubili, un effetto di rigonfiamento che accelera la reazione chimica. L'intera sequenza è strettamente legata alla dispersione del pigmento nel veicolo. Una volta che l'inchiostro raggiunge questo stato, la viscosità sale rapidamente e il lotto si comporta come un gel.

Prevenzione nella Pratica

Per gli operatori di reparto, le lezioni pratiche sono semplici. Conservare gli inchiostri in contenitori sigillati, così che i solventi rapidi non possano evaporare. Mantenere il dosaggio dell'essiccante entro le raccomandazioni del produttore e seguire l'ordine di aggiunta suggerito. Evitare il surriscaldamento durante la miscelazione o la macinazione. E quando arriva un nuovo lotto di pigmento, confermare che il suo carattere acido-base sia adatto al veicolo prima di impegnare un lotto completo. La stessa disciplina vale sul versante della formulazione, dove la scelta della resina e del solvente decide se l'inchiostro finito rimane fluido per tutta la sua durata di conservazione.